Green pass, rischio scaffali vuoti. Caos autotrasporto e portuali sul piede di guerra

Green pass, rischio scaffali vuoti. Caos autotrasporto e portuali sul piede di guerra

Circa il 30% degli autisti non è vaccinato e molti stranieri lo sono con sieri non autorizzati in Italia. Disagi anche in agricoltura. Polizia: in alucni reparti mobili 30% di non vaccinati.

Si avvicina il giorno X (venerdì 15 ottobre) per l’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato del Green pass per tutti i lavoratori, pubblici o privati che siano: una platea di oltre 20 milioni di italiani. Il problema vero adesso (tralasciando gli aspetti organizzativi, peraltro non indifferenti, dei controlli nelle aziende che specie nei primi giorni facilmente provocheranno caos) è la platea di coloro che non essendosi vaccinati non sono in possesso della certificazione verde e che quindi non possono lavorare. Difficile avere una cifra precisa: secondo una stima si pensa che circa il 10% dei dipendenti non sia vaccinato. Per gli over 50 si parla di circa 2,5 milioni di persone.

Il problema in questi giorni a ridosso della scadenza è di capire quali conseguenze può avere nella vita del Paese l’impossibilità per molti di lavorare senza la certificazione verde: quali sono i settori che possono subire l’impatto maggiore? La prima evidenza riguarda i trasporti (con annessa questione dei porti), la logistica e anche l’agricoltura. Con un rischio paventato da molti: quello cioè che i nostri supermercati e i nostri negozi possano andare incontro a una difficoltà di approvvigionamento dei prodotti: leggi scaffali vuoti.

Secondo le stime di Conftrasporto e Confetra (due delle associazioni di categoria), il 30% degli autisti non avrebbe la certificazione verde. E sappiamo che importanza ha il trasporto su gomma nella movimentazione delle merci nel nostro Paese.

Ora il decreto del governo è molto chiaro: l’autotrasportatore che arriva a scaricare merce in un’azienda deve avere il Green pass. E’ evidente che potrebbero esserci pesanti ripercussioni nella consegna delle merci. Ed è evidente il rischio che sugli scaffali di determini una carenza di prodotti. Come disagi potrebbero esseri anche nel sempre più importante mondo del commercio on line che si basa sulla velocità delle consegne.

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