Terza dose vaccino. Cosa c’è da sapere

Terza dose vaccino. Cosa c’è da sapere

Gli individui che hanno ricevuto tre dosi di vaccino sono risultati avere un rischio inferiore del 93% per quanto riguarda le ospedalizzazioni, del 92% per quanto riguarda il rischio di sviluppare una forma grave della malattia e dell’81% per quanto riguarda il decesso.

I destinatari della dose ‘booster’ sono attualmente: soggetti ad elevata fragilità, personale sanitario, ospiti e personale delle Rsa, coloro che si sono vaccinati con il monodose Johnson & Johnson e tutti gli italiani che hanno più di sessant’anni, da effettuare dopo 6 mesi dall’ultima somministrazione.

La terza dose si fa con vaccini Pfizer dosaggio intero o Moderna metà dose, sia per coloro che hanno completato il primo ciclo vaccinale con gli stessi vaccini, sia per gli altri che avevano fatto la doppia dose di Astrazeneca o il monodose di Johnson e Johnson.

PERCHÉ SI UTILIZZA MEZZA DOSE DI MODERNA? Il 25 ottobre, l’Ema ha deciso di raccomandare anche Moderna per la terza dose, con la precisazione di utilizzare metà dosaggio, quindi 50 microgrammi in 0,25 litri anziché 100. In quegli stessi giorni, Moderna aveva ricevuto anche l’autorizzazione all’uso del vaccino come terza dose negli Stati Uniti, dove anche la Fda americana ha indicato mezzo dosaggio.

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