I dubbi di Zelensky: “Non sono certo che Putin sia vivo”

I dubbi di Zelensky: “Non sono certo che Putin sia vivo”

Volodymyr Zelensky non è “del tutto sicuro” che il presidente russo Vladimir Putin sia ancora vivo e che sia lui a prendere le decisioni in Russia.

Il leader ucraino lo ha detto durante il suo intervento in videocollegamento al Forum economico di Davos.  “Non capisco bene con chi parlare e di cosa.

Non sono sicuro che il presidente russo, che a volte appare contro il chroma key, sia davvero lui”, ha risposto Zelensky a una domanda sulla possibilità di colloqui di pace. Immediata è arrivata la replica del Cremlino: “La Russia e Putin esistono ed esisteranno” e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe rendersene conto il prima possibile per il bene del suo Paese, ha detto il portavoce Dmitry Peskov.

Intanto il premier svedese Ulf Kristersson ha annunciato che la Svezia fornirà a Kiev sistemi di artiglieria a lungo raggio Archer, nel giorno in cui, sin dal mattino è scattato in tutta l’Ucraina l’allarme antiaereo, secondo quanto ha riferito il capo dell’amministrazione militare di Leopoli, Maksym Kozytskyi. L’annuncio della Svezia ha provocato la reazione di Mosca. Le forniture di nuovi armamenti all’Ucraina da parte dell’Occidente possono portare il conflitto ad un nuovo livello, ha avvertito iPeskov citato dalla Tass.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è arrivato a Kiev “per discutere di tutti gli aspetti della cooperazione”, come ha annunciato  lui stesso su twitter, postando la foto di un abbraccio con Olga Stefanishyna, vice primo ministro per l’integrazione europea ed euro-atlantica dell’Ucraina. “Che il 2023 sia l’anno della vittoria e della pace”, ha scritto Michel.

Zelensky in collegamento con Davos ha anche spiegato che ci sono ‘diverse’ teorie sulle cause della tragedia dell’elicottero del Servizio di emergenza ucraino che è caduto ieri alle porte di Kiev provocando la morte di 14 persone sono oggetto di indagine. “Si stanno valutando diverse teorie” nell’indagine sull’elicottero caduto vicino a Kiev che ieri ha ucciso il ministro degli Interni ucraino e altre 13 persone, ha detto Zelensky. “L’indagine è in corso. Sono al vaglio diverse teorie e non sono autorizzato a parlare delle diverse ipotesi finché le indagini non saranno completate”, ha aggiunto il presidente ucraino. Ieri Zelensky aveva affermato riferendosi alla tragedia, sempre al forum di Davos, che “questo non è un incidente perché è dovuto alla guerra e la guerra ha molte dimensioni non solamente sul campo di battaglia. In guerra non ci sono incidenti, questi sono tutti risultati della guerra”.

Zelensky ha ribadito, nel suo discorso al Forum economico che intende riconquistare la Crimea, annessa dalla Russia nel 2014, chiedendo ai partner occidentali di fornire più armi. “Il nostro obiettivo è liberare tutti i nostri territori”, ha detto in videoconferenza durante una colazione a margine del Forum. “La Crimea è la nostra terra, il nostro territorio, il nostro mare e le nostre montagne. Dateci le vostre armi e riavremo la nostra terra”, ha aggiunto.

Il presidente ucraino ha criticato l’esitazione della Germania nel fornire i suoi moderni carri armati Leopard a Kiev, affermando che questa non è la “strategia giusta”. “Ci sono momenti in cui non bisogna esitare o confrontarsi. Quando qualcuno dice ”darò i carri armati se anche qualcun altro li condividerà'”, ha detto Zelensky intervenendo al Forum economico di Davos in videocollegamento: “Non credo che questa sia la strategia giusta da seguire”, ha aggiunto. Il leader ucraino si riferiva a indiscrezioni dei media secondo cui Berlino consegnerà i carri armati Leopard solo se gli Stati Uniti invieranno i loro carri armati Abrams.

Quattro civili sono rimasti feriti durante i bombardamenti russi di ieri nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale: lo ha reso noto il governatore, Pavlo Kyrylenko, come riporta il Kyiv Independent. I feriti, ha precisato Kyrylenko, sono stati segnalati ad Avdiivka, Khromovo, Ivanivskoye e Chasiv Yar. Non è possibile al momento determinare il numero degli eventuali feriti o vittime a Mariupol e Volnovakha, occupate dai russi, ha aggiunto.

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo e stretto alleato di Putin, Dmitry Medvedev, torna a evocare lo spettro della guerra nucleare in Ucraina alla vigilia della riunione del gruppo di contatto nella base militare di Ramstein, in Germania. “Domani, nella base Nato di Ramstein, i grandi capi militari discuteranno di nuove tattiche e strategie, nonché della fornitura di nuove armi pesanti e sistemi di attacco all’Ucraina”, scrive su Telegram l’ex presidente ed ex primo ministro russo. “E questo subito dopo il forum di Davos, dove i frequentatori di partiti politici sottosviluppati hanno ripetuto come un mantra: ‘Per ottenere la pace, la Russia deve perdere’. E a nessuno di loro viene in mente di trarre la seguente conclusione elementare: la sconfitta di una potenza nucleare in una guerra convenzionale può provocare lo scoppio di una guerra nucleare”, sottolinea Medvedev. “Le potenze nucleari non hanno perso conflitti importanti da cui dipende il loro destino. Ma questo dovrebbe essere ovvio per chiunque. Anche a un politico occidentale che abbia conservato almeno una traccia di intelligenza”.

Il nuovo mega pacchetto statunitense di aiuti militari all’Ucraina avrà un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di dollari: lo riporta la Cnn, che cita due fonti bene informate. Si tratta di uno dei pacchetti più consistenti annunciati da Washington dall’inizio della guerra lo scorso febbraio. Il pacchetto, che non è ancora stato finalizzato, includerà per la prima volta i veicoli da combattimento Stryker. I nuovi aiuti, scrive l’emittente americana sul suo sito, potrebbero essere finalizzati entro la fine della settimana.

(ANSA)

Share

Potrebbe Interessarti