La notte tra il 10 e l’11 ottobre 2024, a Rozzano, un comune alle porte di Milano, Manuel Mastrapasqua, 31 anni, è stato accoltellato mortalmente mentre rientrava a casa dopo il turno di lavoro in un supermercato. Il suo aggressore, Daniele Rezza, 19 anni, lo ha avvicinato con l’intento di rapinarlo di un paio di cuffie wireless del valore di circa 14 euro. Dopo aver inflitto un colpo letale al torace della vittima, Rezza ha gettato l’arma del delitto e ha tentato di fuggire, ma è stato arrestato grazie alla sua successiva confessione.
Le accuse e il processo
Daniele Rezza è accusato di omicidio volontario pluriaggravato, rapina e porto abusivo di arma da taglio. La Procura di Milano ha richiesto il processo con rito immediato, ossia senza passare dall’udienza preliminare, per accelerare i tempi del procedimento. Il giovane rischia una condanna a 20 anni.
La confessione dell’imputato
Durante l’interrogatorio, Rezza ha dichiarato di essere uscito di casa quella sera perché si sentiva “nervoso” e di aver preso con sé un coltello da cucina. Ha ammesso di aver avvicinato Mastrapasqua con l’intento di rapinarlo e di averlo colpito al torace quando la vittima ha reagito. Ha inoltre affermato di non essersi accorto che il coltello fosse sporco di sangue e di averlo gettato “per istinto”.
La reazione della famiglia della vittima
La madre di Manuel Mastrapasqua ha partecipato al processo come parte civile e ha accusato Rezza di mentire durante la sua testimonianza. Ha dichiarato di non aver mai ricevuto la lettera di scuse che l’imputato afferma di aver inviato e ha sottolineato il dolore e la sofferenza causati dalla perdita del figlio.
Il processo proseguirà con l’esame delle prove e delle testimonianze, con l’obiettivo di fare piena luce sul tragico omicidio e di garantire giustizia alla famiglia della vittima.
