Slavina su Cima Vertana: trovati morti padre e figlia tedeschi

Sono stati ritrovati senza vita i due turisti tedeschi dispersi su Cima Vertana, nel gruppo dell’Ortles in Alto Adige, dopo la slavina che ieri ha colpito il versante nord della montagna. Le vittime, un padre e la figlia diciassettenne, erano state travolte dalla massa di neve durante un’escursione in quota. Il ritrovamento dei corpi porta a cinque il bilancio complessivo delle vittime, rendendo l’incidente uno dei più gravi degli ultimi mesi in questa area alpina frequentata da alpinisti e appassionati di sport invernali. I soccorritori, impegnati in condizioni estremamente difficili, hanno lavorato senza sosta per ore, supportati da unità cinofile e da personale addestrato per il soccorso in valanga.

La slavina su Cima Vertana ha destato profondo cordoglio in Alto Adige e in tutto il territorio legato al gruppo dell’Ortles. Le prime ricostruzioni indicano che il distacco della massa nevosa potrebbe essere stato favorito dal recente rialzo delle temperature e dalla presenza di neve instabile sul versante nord. Le autorità locali invitano alla massima prudenza e sottolineano l’importanza di consultare i bollettini valanghe prima di avventurarsi in quota. I due turisti tedeschi, esperti di montagna, nonostante l’attrezzatura idonea non sono riusciti a sfuggire alla violenza della slavina.

Il recupero delle vittime è stato coordinato dal Corpo di Soccorso Alpino, con il supporto dei carabinieri e dell’elisoccorso. I tecnici hanno dovuto affrontare condizioni impervie e un pericolo costante di ulteriori distacchi. L’incidente su Cima Vertana riaccende l’attenzione sui rischi legati alle escursioni invernali in Alto Adige e nel gruppo dell’Ortles, specialmente quando la stabilità del manto nevoso è compromessa. La comunità locale esprime vicinanza alla famiglia dei turisti tedeschi, colpita da una tragedia improvvisa durante quella che sarebbe dovuta essere una normale attività in montagna.

Le autorità stanno ora valutando ulteriori misure preventive per limitare incidenti futuri. L’aumento delle temperature, unito alle condizioni variabili della neve, ha reso i pendii particolarmente delicati. L’incidente riporta l’attenzione sul tema della sicurezza in alta quota, ricordando quanto la montagna possa essere imprevedibile.