Catanzaro – Confiscati beni a tre esponenti della cosca “Trapasso” di San Leonardo di Cutro

La Direzione Investigativa Antimafia esegue un provvedimento patrimoniale nei confronti di soggetti ritenuti appartenenti alla potente consorteria del Crotonese. Sequestrati immobili, terreni e attività commerciali

Catanzaro – La Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia, ha dato esecuzione a un decreto di confisca di beni nei confronti di tre esponenti della cosca “Trapasso” di San Leonardo di Cutro (Crotone), ritenuti appartenenti o comunque vicini alla storica organizzazione di ’ndrangheta attiva nella fascia ionica catanzarese.

Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catanzaro, fa seguito a un articolato percorso investigativo che ha consentito di ricostruire un ingente patrimonio, ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e alle attività economiche formalmente svolte.

Il patrimonio confiscato

Secondo quanto emerso, la confisca riguarda immobili, terreni, autovetture e quote societarie, oltre a conti correnti e disponibilità finanziarie. Il valore complessivo dei beni ammonta a diversi milioni di euro.
Le indagini patrimoniali hanno evidenziato un sistema di intestazioni fittizie e di reimpiego di capitali illeciti in attività apparentemente legittime, tra cui esercizi commerciali e imprese nel settore edilizio e agricolo.

Le indagini

L’attività trae origine dalle inchieste antimafia che, negli anni, hanno colpito la cosca Trapasso, una delle articolazioni più radicate nel Crotonese e nel Basso Ionio catanzarese, protagonista di numerose operazioni condotte da DIA, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Le risultanze investigative hanno evidenziato come gli indagati avessero accumulato nel tempo un patrimonio illecito, frutto di attività criminali tipiche dell’organizzazione: estorsioni, traffico di droga, usura e controllo del territorio.

Un duro colpo ai patrimoni illeciti

Il provvedimento di confisca rappresenta un ulteriore passo nella strategia di aggressione ai beni della ’ndrangheta, che mira a colpire la capacità economica delle cosche e a restituire legalità al tessuto produttivo calabrese.
“La lotta alla criminalità organizzata non si vince solo con gli arresti, ma soprattutto togliendo alle cosche ciò che più conta: i patrimoni accumulati illegalmente”, ha commentato una fonte investigativa.

Il contesto

La cosca Trapasso, storicamente legata ad alleanze con altre famiglie del Crotonese e del Catanzarese, controlla da decenni una parte rilevante delle attività economiche della zona di Cutro e Botricello, esercitando una forte influenza anche nel settore edilizio e turistico.
Le indagini patrimoniali proseguiranno per individuare ulteriori ramificazioni economiche e connessioni imprenditoriali, nell’ottica di estendere l’azione di contrasto a eventuali prestanome o complici.