Da oggi niente più porno, scattano le nuove regole di verifica dell’età

È scattato l’obbligo di verifica dell’età per l’accesso ai principali siti di contenuti per adulti in Italia. La misura, diventata operativa oggi, 12 novembre 2025, coinvolge milioni di utenti e introduce un cambiamento radicale nelle modalità di fruizione dei contenuti online destinati ai maggiorenni.

La “rivoluzione” è stata innescata dal decreto Caivano (approvato nel 2023) e resa esecutiva da una delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) dello scorso 31 ottobre, lasciando solo dodici giorni di tempo per l’adeguamento.


Chi Deve Adeguarsi e Le Sanzioni Previste

L’Agcom ha pubblicato una lista iniziale di 45 piattaforme obbligate a implementare sistemi di Age Verification. Tra i siti colpiti figurano colossi del settore come:

  • Pornhub
  • YouPorn
  • xHamster
  • Piattaforme ibride come OnlyFans (che non ospitano esclusivamente materiale pornografico).

Chi non si adegua rischia pesanti sanzioni: multe salate fino a 250.000 euro e, nei casi più gravi, l’oscuramento completo del sito sul territorio italiano.


Le Regole del “Doppio Anonimato”

Il cuore della nuova normativa è la tutela della privacy e il principio del “doppio anonimato”, stabilito dall’Agcom:

  1. Verifica Terza: La verifica dell’età non può essere gestita direttamente dai siti porno, ma deve essere affidata a “soggetti terzi certificati” (come l’azienda britannica Yoti).
  2. Anonimato Garantito: Il sistema deve impedire che:
    • L’azienda che verifica l’età sappia quale sito l’utente vuole visitare.
    • Il sito porno conosca l’identità specifica dell’utente, ma solo se ha superato i diciotto anni.

Pertanto, sono esclusi metodi come l’utilizzo di SPID o la Carta d’Identità Elettronica, in quanto non garantirebbero il livello di anonimato richiesto.


I Metodi di Verifica: Selfie e Intelligenza Artificiale

Gli utenti che tentano di accedere ai siti inclusi nella lista si trovano di fronte a una schermata che li reindirizza verso una piattaforma di verifica (come quella di Yoti, già adottata da OnlyFans), che offre diverse opzioni:

  • Documento d’Identità e Foto: Il metodo più sicuro e invasivo, che richiede di scattare un selfie e caricare una foto del documento di identità per confrontare le due immagini.
  • Stima tramite I.A. e Selfie: Un metodo meno invasivo che richiede un selfie o un breve video analizzato da un’Intelligenza Artificiale per stimare l’età. Tuttavia, questo sistema è risultato facilmente aggirabile nei test effettuati in Paesi con normative simili (come in Francia).
  • AgeKey: Un sistema che memorizza la verifica già effettuata in precedenza, evitando di doverla ripetere ogni volta.

Il Paradosso della Sicurezza: Rischio Migrazione

L’introduzione della verifica dell’età rischia di portare a un crollo verticale degli accessi ai siti regolamentati. Le piattaforme che si sono adeguate in Francia e Regno Unito hanno registrato cali del traffico anche del 90% (come xHamster) o dell’80% (Pornhub).

Molti operatori temono un paradosso della sicurezza:

  • Fuga verso l’Ombra: Gli utenti (inclusi i minori e gli adulti che temono per la propria privacy) potrebbero migrare in massa verso siti alternativi meno noti, non soggetti a regolamentazione italiana e che non implementano controlli.
  • Minore Protezione: I grandi siti che ora devono verificare l’età sono anche quelli che storicamente investivano maggiormente in moderazione dei contenuti e sicurezza informatica. Spingere gli utenti in aree non controllate del web potrebbe esporli a rischi maggiori.
  • VPN e Costi: Molti utenti potrebbero semplicemente utilizzare una VPN per fingere di connettersi da paesi dove l’obbligo non esiste. Inoltre, i costi della verifica (stimati tra uno e tre centesimi per controllo) ricadono sui gestori, rendendo la conformità economicamente insostenibile per le realtà più piccole.

L’efficacia della normativa nel proteggere i minori è la vera incognita, con le autorità che dovranno monitorare attentamente se la “rivoluzione” non si traduca in una pericolosa spinta verso le zone d’ombra di Internet.