Intimidazione a Vibo Valentia contro il giornalista Pietro Comito

Un grave episodio di intimidazione ha colpito il giornalista Pietro Comito a Vibo Valentia.

Nella giornata di venerdì 14 novembre 2025, persone non identificate hanno danneggiato l’auto del cronista, parcheggiata in piazza Santa Maria, nel centro della città, tracciando una profonda riga su una fiancata con un oggetto appuntito. L’episodio ha suscitato preoccupazione tra i colleghi e la cittadinanza, sottolineando la crescente pressione e i rischi a cui sono esposti i giornalisti locali nella regione.

Pietro Comito ha denunciato l’accaduto attraverso un video pubblicato sui suoi canali social, dove ha espresso rabbia e determinazione. «Lascio la mia auto parcheggiata e ritrovo un bel pensiero da parte di qualcuno», ha scritto il giornalista. Comito ha ribadito di non voler cedere alle intimidazioni: «A chi ritiene che io possa fare un passo indietro dico questo: nella mia vita ho incassato colpi ben più duri e li ho affrontati con coraggio. Non sono come voi, vigliacchi. Io vi guardo e vi affronto a testa alta».

Il cronista ha inoltre evidenziato il sostegno della comunità locale: «Vibo Valentia è una città bellissima. Voi non siete come noi. Ci sono persone che credono in me e apprezzano ciò che faccio. Non sono solo. C’è un cordone sanitario intorno a me che vi permette di agire solo nell’ombra». L’episodio conferma le difficoltà che i giornalisti affrontano quotidianamente in Calabria, una regione dove l’attività investigativa e il racconto delle notizie locali possono comportare rischi concreti per la sicurezza personale.

Le autorità competenti hanno avviato le indagini per identificare i responsabili del gesto intimidatorio. La vicenda ha ricevuto ampia risonanza, richiamando l’attenzione sull’importanza della tutela della libertà di stampa e della sicurezza dei giornalisti. Pietro Comito, con la sua reazione ferma e determinata, rappresenta un esempio di coraggio e professionalità, ribadendo il ruolo fondamentale dei cronisti nella denuncia di illegalità e nel racconto della realtà locale.