Michael Burry chiude Scion Asset Management tra boom dell’intelligenza artificiale

Michael Burry, il celebre medico diventato investitore che ispirò il film “The Big Short – La grande scommessa”, ha deciso di chiudere il suo hedge fund californiano, Scion Asset Management. La società risulta deregistrata presso la Sec, l’autorità statunitense dei mercati finanziari, con status “terminated” a metà novembre 2025, secondo i registri ufficiali. La decisione arriva in un momento di grande euforia sui mercati, spinta soprattutto dalla febbre dell’intelligenza artificiale, che ha portato la Borsa ai massimi storici.

Burry ha motivato la scelta con la convinzione che i mercati siano “sconnessi dalla realtà”, segnalando una forte discrepanza tra i prezzi azionari e i fondamentali economici sottostanti. L’uscita di scena di Scion Asset Management rappresenta un passo significativo per l’investitore noto per le sue strategie anticonvenzionali e per aver previsto la crisi dei mutui subprime del 2008. La chiusura del fondo coincide con un periodo di estrema volatilità e di grandi speculazioni nel settore tecnologico, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale, dove le valutazioni delle aziende emergenti continuano a crescere rapidamente.

Il mercato degli hedge fund e degli investimenti alternativi osserva con attenzione la mossa di Burry, considerata da molti un segnale di prudenza estrema. Nonostante la performance dei mercati azionari sia stata robusta negli ultimi mesi, la decisione di liquidare Scion Asset Management indica un’analisi critica dei rischi e una disillusione verso l’andamento dei prezzi azionari, giudicati troppo elevati rispetto ai fondamentali economici reali. Michael Burry rimane comunque una figura influente nel mondo della finanza globale, e le sue valutazioni sugli squilibri di mercato sono spesso oggetto di studio e discussione tra investitori e analisti.

Con la deregistrazione di Scion Asset Management, Burry abbandona la gestione di denaro esterno, ma mantiene la possibilità di operare a titolo personale o di investire direttamente in attività che ritiene coerenti con la sua visione di mercato. La chiusura del fondo arriva quindi come una presa di posizione decisa sullo stato attuale dei mercati finanziari e come un monito sulla sostenibilità del rally alimentato dall’intelligenza artificiale, suggerendo che gli investitori debbano essere cauti e valutare attentamente la distanza tra euforia e realtà economica.