di Umberto Zollo
Una rapina avvenuta nella notte del 5 novembre, poco dopo le 2.30, ha portato i Carabinieri a individuare e fermare un venticinquenne residente a Ciriè. Il fatto è accaduto in una strada non distante dal centro cittadino, al termine di una corsa in taxi partita da Torino.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una volta arrivato nei pressi della propria abitazione, il giovane avrebbe costretto il tassista ad accostare, dando inizio a una colluttazione. Armato di un oggetto appuntito, poi risultato essere una penna smontata, avrebbe minacciato il conducente e si sarebbe fatto consegnare 200 euro in contanti.
La telefonata al 112 ha attivato il rapido intervento di una pattuglia, che è riuscita a rintracciare il sospettato in meno di trenta minuti. Durante la perquisizione, i militari hanno trovato l’oggetto di metallo utilizzato per la minaccia, inizialmente confuso per un piccolo cacciavite.
Determinante per l’identificazione sono state le immagini della videosorveglianza di zona, che hanno immortalato tutte le fasi dell’aggressione, unite alla testimonianza fornita dalla vittima. Il giovane è stato quindi sottoposto a fermo.
Nella successiva udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero della Procura di Ivrea, ha applicato la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i gravi indizi emersi nel corso delle indagini. L’uomo è ora detenuto presso il carcere di Ivrea.
Il caso riaccende l’attenzione sulla sicurezza notturna e sull’importanza dei sistemi di videosorveglianza, ormai spesso decisivi per ricostruire episodi di microcriminalità. Le indagini proseguiranno per definire con precisione le circostanze della rapina e stabilire eventuali sviluppi giudiziari.
