Tragedia all’ex Ilva: muore un operaio di 26 anni. Loris Costantino cade per dieci metri nel reparto Agglomerato

Tragedia all’ex Ilva: muore un operaio di 26 anni. Loris Costantino cade per dieci metri nel reparto Agglomerato

L’ennesima vittima del lavoro a Taranto: il giovane dipendente di una ditta di pulizie è deceduto in ospedale dopo un volo nel vuoto. È il secondo incidente mortale nello stabilimento dall’inizio dell’anno.

TARANTO – Il siderurgico di Taranto torna a macchiarsi di sangue. Loris Costantino, un operaio di soli 26 anni, è morto nella giornata di oggi a seguito di un drammatico incidente sul lavoro all’interno dello stabilimento ex Ilva. Il giovane, dipendente della ditta di pulizie Gea Power (società dell’indotto), è precipitato da un piano di calpestio nel reparto Agglomerato, compiendo un volo nel vuoto di circa dieci metri.

La dinamica e i soccorsi

Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente è avvenuto durante le normali attività di manutenzione e pulizia. Costantino sarebbe caduto da una grata o da un camminamento sopraelevato, impattando violentemente al suolo.

I soccorsi sono stati immediati: il giovane è stato prelevato dal personale sanitario e trasportato d’urgenza in ambulanza all’ospedale Santissima Annunziata. Le sue condizioni sono apparse subito disperate a causa delle gravi lesioni riportate, in particolare al torace e a un braccio. Nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita, il cuore di Loris ha cessato di battere poco dopo l’arrivo nel nosocomio, come confermato ufficialmente dalle fonti dell’Asl.

Indagini in corso: sicurezza nel mirino

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i Vigili del Fuoco e gli ispettori dello Spesal (Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro), incaricati di effettuare i rilievi tecnici necessari a stabilire l’esatta dinamica e accertare eventuali responsabilità. Sotto la lente d’ingrandimento c’è la tenuta dei piani di calpestio e il rispetto dei protocolli di sicurezza per i lavori in quota.

«Non si può morire a 26 anni per portare il pane a casa», è il grido di dolore che si leva dai cancelli della fabbrica, dove la tensione tra i lavoratori dell’indotto è altissima.

Un precedente troppo recente

La morte di Loris Costantino non è un caso isolato. Il dramma odierno riporta alla mente quanto accaduto lo scorso 12 gennaio, quando in circostanze tragicamente simili perse la vita Claudio Salamida, un operaio di 46 anni. Due morti bianche in meno di due mesi nello stesso stabilimento accendono nuovamente i riflettori sulla precarietà dei sistemi di sicurezza e sulla manutenzione degli impianti del colosso siderurgico pugliese.

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