
L’ex sergente dei Marines irrompe durante l’udienza: “Non versate altro sangue”. La sicurezza lo trascina fuori con la forza. McGinnis denuncia la frattura dell’arto, mentre la polizia lo accusa di “aggressione violenta” agli agenti.
WASHINGTON D.C. – Un’udienza di routine al Senato sulla crisi in Medio Oriente è degenerata in pochi istanti di pura violenza. Brian McGinnis, veterano decorato dei Marines, ha interrotto i lavori con una protesta solitaria contro l’escalation militare israelo-americana in Iran, finendo al centro di un caso giudiziario e medico che sta infiammando l’opinione pubblica americana.
La protesta: “Non in mio nome”
McGinnis, presente tra il pubblico dell’udienza, si è alzato in piedi urlando slogan contro l’intervento armato, richiamando la sua esperienza sul campo per denunciare i costi umani di un nuovo conflitto. La sicurezza del Campidoglio è intervenuta immediatamente per allontanarlo, ma l’estrazione dell’uomo dall’aula è stata tutto fuorché ordinaria.
Versioni contrastanti: lesione o aggressione?
Al termine del fermo, le versioni fornite dalle parti sono diametralmente opposte e delineano un caso destinato a finire in tribunale:
- La versione di McGinnis: L’ex marine ha affermato, tramite i suoi legali, di aver subito una frattura scomposta al braccio a causa di una manovra eccessivamente brutale degli agenti. “Ho servito questo Paese e ora mi spezzano le ossa perché chiedo di non mandare altri giovani a morire,” avrebbe dichiarato il veterano mentre veniva trasportato in ospedale.
- La versione della Sicurezza: Gli agenti incaricati del mantenimento dell’ordine hanno respinto le accuse, sostenendo che McGinnis abbia opposto una resistenza attiva e abbia “aggredito violentemente” il personale di scorta. Secondo il rapporto ufficiale, la forza utilizzata sarebbe stata “proporzionata alla minaccia” rappresentata dall’uomo in un luogo sensibile come il Senato.
Il clima politico: veterani contro la linea Trump
L’incidente di McGinnis non è un caso isolato, ma il sintomo di una spaccatura profonda. Molti veterani stanno alzando la voce contro la politica estera dell’amministrazione Trump, temendo che l’asse strategico con Israele possa trascinare gli Stati Uniti in un conflitto regionale senza fine con l’Iran.
La frattura del braccio di McGinnis è diventata, nelle ultime ore, il simbolo per i movimenti pacifisti di una repressione del dissenso che non risparmia nemmeno chi ha indossato la divisa.
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