Anderdog, il software che ha spiato giornalisti e attivisti

Anderdog, il software che ha spiato giornalisti e attivisti

Emergono nuovi dettagli sul caso “Anderdog”, il nome in codice legato allo spionaggio di giornalisti e attivisti tramite il software di Paragon. Secondo la consulenza tecnica fornita ai PM, tracce di attività riconducibili a un malware sono state rilevate esclusivamente su tre dispositivi Android, appartenenti a Giuseppe Caccia, Luca Casarini e Francesco Cancellato, il primo a essere “infettato”. Caccia e Casarini sono stati spiati legalmente dall’AISI, secondo le autorizzazioni previste dalla legge, mentre rimane ignoto chi abbia avuto accesso al telefono di Cancellato, alimentando dubbi sulle responsabilità di soggetti non autorizzati.

Secondo Repubblica, nessuna traccia di Paragon è stata rinvenuta sui telefoni degli altri coinvolti, tra cui Roberto D’Agostino e Ciro Pellegrino, tutti utenti di dispositivi Apple. La differenza tra Android e Apple sembra aver determinato un’operazione mirata, in cui i telefoni Android risultavano vulnerabili e facilmente infettabili, mentre i dispositivi Apple non hanno mostrato alcuna compromissione. La coincidenza dei sistemi operativi dei tre principali bersagli non appare casuale e suggerisce una scelta selettiva dei dispositivi da attaccare.

Il nome “Anderdog” richiama il termine “underdog” citato da Giorgia Meloni al suo insediamento a Palazzo Chigi e assume un significato simbolico, quello di un soggetto apparentemente marginale capace di ottenere risultati significativi. La vicenda solleva interrogativi sulla sicurezza dei dati personali di giornalisti e attivisti e sull’uso di spyware sofisticati, che possono compromettere la libertà di informazione e la privacy in maniera mirata.

Le indagini continuano per chiarire chi abbia manomesso il dispositivo di Cancellato e se vi siano ulteriori responsabilità oltre l’uso autorizzato dell’AISI. Intanto il caso mette in luce l’importanza di proteggere i dispositivi personali, scegliere sistemi sicuri e adottare misure preventive contro software come Paragon, che possono colpire in modo discreto e mirato, senza lasciare tracce sugli altri dispositivi.

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