Elia Del Grande è evaso di nuovo, resta alta l’attenzione

Elia Del Grande è evaso di nuovo, resta alta l’attenzione

Torna l’incubo nelle cronache del Nord-Est e non solo. Elia Del Grande, l’uomo già noto per la sua estrema pericolosità e per una drammatica storia di sangue, è evaso nuovamente. La notizia ha scatenato un’ondata di panico e, parallelamente, una pioggia di critiche verso il sistema giudiziario che gli aveva concesso, ancora una volta, margini di libertà.

Il profilo di un killer “senza motivo”

Del Grande non è un nome nuovo per le forze dell’ordine. La sua storia criminale è segnata da una violenza esplosiva e spesso indecifrabile. Condannato per l’omicidio del padre, della madre e del fratello (una strage familiare avvenuta anni fa), è sempre stato descritto dai periti come un soggetto dalla psiche instabile e imprevedibile.

Il timore principale degli inquirenti è legato proprio alla sua natura: Del Grande è considerato capace di colpire ancora, senza un movente apparente, spinto da impulsi che lo rendono una “mina vagante” sul territorio.

La dinamica dell’evasione

L’uomo sarebbe fuggito approfittando di un permesso premio o di una misura di semilibertà (i dettagli sono in fase di conferma ufficiale). Non è la sua prima fuga: già in passato Del Grande aveva dato prova di saper eludere i controlli, venendo poi catturato dopo cacce all’uomo estenuanti oltre confine.

Questa nuova sparizione ha fatto scattare immediatamente il protocollo di massima allerta. Le forze dell’ordine stanno setacciando le zone boschive e i possibili rifugi tra il Friuli e il Veneto, temendo che possa tentare nuovamente di espatriare verso l’Est Europa.

La bufera sui magistrati: “Decisioni incomprensibili”

L’evasione ha riaperto una ferita profonda nel dibattito pubblico sulla certezza della pena. Com’è possibile che un uomo con un curriculum di tale ferocia e con precedenti tentativi di fuga possa aver ottenuto benefici carcerari?

“È una colpa dei giudici”, gridano i familiari delle vittime e diversi esponenti politici. L’accusa mossa alla magistratura di sorveglianza è quella di aver sottovalutato la pericolosità sociale del soggetto, concedendo permessi a chi aveva già dimostrato di non meritare alcuna fiducia.


Appello alla popolazione

Le autorità invitano la cittadinanza alla massima prudenza. In caso di avvistamento di una persona corrispondente alla descrizione di Del Grande, l’indicazione è tassativa: non tentare alcun approccio e chiamare immediatamente il 112 o il 113.

Mentre le pattuglie presidiano stazioni e aeroporti, resta l’amaro in bocca per una tragedia annunciata che, ancora una volta, mette a nudo le falle di un sistema che sembra non riuscire a garantire la sicurezza dei cittadini di fronte a soggetti di comprovata ferocia.

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