
CESENA – Le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Cesena hanno portato alla luce un quadro di estrema brutalità consumatosi nei primi giorni di aprile. Sette ragazzi, di età compresa tra i 19 e i 25 anni, sono attualmente sotto inchiesta per violenza sessuale aggravata.
La ricostruzione degli abusi
Tutto è iniziato con la coraggiosa denuncia della vittima. Secondo quanto riferito ai militari, la ragazza si trovava in un’abitazione rurale per una serata tra conoscenti. In un momento di forte vulnerabilità, dovuto a uno stato di alterazione causato dall’assunzione di sostanze stupefacenti (cocaina e hashish), il gruppo avrebbe abusato di lei.
Il racconto della giovane descrive una sequenza agghiacciante:
- L’abuso iniziale: Le violenze sarebbero iniziate per mano di un singolo ragazzo.
- Il branco: Successivamente, gli altri membri del gruppo si sarebbero uniti agli abusi, costringendo la giovane a subire atti sessuali ripetuti.
- Le riprese video: Durante le violenze, alcuni dei presenti avrebbero utilizzato i propri smartphone per filmare la scena.
La ragazza, trasportata successivamente all’ospedale “Bufalini” di Cesena, ha riportato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni, oltre a un profondo trauma psicologico.
Le perquisizioni e i video sequestrati
I Carabinieri hanno eseguito perquisizioni a tappeto, sequestrando complessivamente 15 telefoni cellulari. Gli inquirenti stanno ora analizzando il contenuto dei dispositivi alla ricerca dei video menzionati dalla vittima, che potrebbero costituire prove schiaccianti contro il gruppo e permettere di distinguere le responsabilità individuali di ciascun partecipante.
Un arresto per droga e armi
Durante le operazioni di perquisizione, la posizione di uno degli indagati, un 23enne, si è ulteriormente aggravata. Il giovane è stato trovato in possesso di un ingente quantitativo di droga: 530 grammi di hashish e 30 grammi di cocaina.
Alla vista dei militari, il ragazzo ha tentato una fuga disperata cercando di gettare nel fiume alcuni involucri di stupefacente e opponendo resistenza, causando lesioni agli operanti. Nella sua disponibilità sono state rinvenute anche armi e munizioni detenute illegalmente. Per lui si sono aperte le porte del carcere con le accuse di spaccio, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di armi, in attesa che si chiarisca il suo ruolo specifico nella violenza di gruppo.
Le indagini proseguono serrate per stabilire se si sia trattato di un episodio isolato o se il gruppo fosse solito organizzare simili “feste” basate sull’abuso di sostanze e la sopraffazione.
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