
VENEZIA – L’allarme è scattato alle 5:30 del mattino, quando la quiete del sestiere di San Polo è stata squarciata dalle grida d’aiuto provenienti dall’acqua. Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri, il giovane – identificato come un cittadino maghrebino di 25 anni – sarebbe caduto in laguna perdendo l’equilibrio, forse a causa di una scivolata accidentale.
La cronaca del soccorso: il coraggio dei testimoni
In quegli istanti concitati, la vittima è riuscita a lanciare un disperato appello. In suo soccorso si è tuffato un giovane polacco, supportato da un connazionale e da un’imbarcazione di passaggio. I due sono riusciti a trarre in salvo altre persone presenti, ma il 25enne, dopo aver lottato contro la corrente, è improvvisamente sparito sotto la superficie, non riemergendo più.
Turisti e residenti che hanno assistito alla scena hanno immediatamente allertato il nucleo Natanti dell’Arma e i Vigili del Fuoco.
L’intervento dei sommozzatori e il recupero
Sul posto sono giunte due autopompe lagunari (Apl) della sede di Dorsoduro e il nucleo regionale dei sommozzatori. Le ricerche sono state intense e si sono concluse intorno alle 7:15, quando i subacquei hanno individuato il corpo sul fondale, proprio nel tratto antistante la caserma delle Fiamme Gialle.
Le indagini: un incidente fatale
Il giovane è stato trovato con addosso i vestiti ma privo di documenti. Gli accertamenti eseguiti dai Carabinieri hanno permesso di appurare che si trattava di un migrante nordafricano. Un primo esame esterno della salma effettuato dal personale sanitario non ha evidenziato segni di violenza o percosse, avvalorando l’ipotesi di una tragica fatalità: una caduta accidentale seguita dall’annegamento.
Le autorità stanno ora cercando di ricostruire le ore precedenti all’incidente e di capire se il giovane fosse solo al momento della caduta o se facesse parte di un gruppo più ampio di persone rimaste coinvolte nel concitato soccorso iniziale. Venezia si interroga ancora una volta sulla sicurezza dei propri margini e sulla pericolosità delle acque lagunari, specialmente durante le ore notturne e nelle zone a ridosso dei canali più profondi.
