
Il caro carburante torna al centro delle preoccupazioni in Calabria e a lanciare un nuovo allarme è la segreteria regionale della Confail Faisa, la Federazione autonoma italiana sindacato autoferrotranvieri. In una nota inviata al ministero dei Trasporti e al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il sindacato denuncia una situazione definita “particolarmente critica” per famiglie, lavoratori e aziende del trasporto pubblico locale.
Al centro della denuncia ci sono gli aumenti registrati nelle ultime settimane, aggravati – secondo la sigla sindacale – dalle tensioni internazionali legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran. “I continui avvenimenti del conflitto Usa-Iran stanno impattando in maniera negativa sull’economia del nostro Paese”, si legge nel documento, che evidenzia come proprio la Calabria stia pagando un prezzo più alto rispetto ad altre regioni italiane.
Secondo la Confail Faisa, infatti, la Calabria risulta tra le regioni con il costo del carburante più elevato d’Italia. “La Calabria sembrerebbe essere la seconda regione italiana per il costo del gasolio in modalità self-service, con un prezzo medio di 2,158 euro al litro”, sottolinea il sindacato.
Particolarmente duro il giudizio sulle misure annunciate dal Governo per contenere il rincaro dei prezzi. “Dopo i proclami sull’applicazione dello sconto delle accise di 20 centesimi – afferma la segreteria regionale – ci ritroviamo invece con aumenti di circa 30 o 40 centesimi a litro soprattutto su diesel e benzina”.
Una situazione che, secondo il sindacato, rischia di avere conseguenze pesanti sull’intero sistema economico regionale, già segnato dalle difficoltà infrastrutturali e dalla forte dipendenza dal trasporto su gomma. “Mentre in altre zone d’Italia gli incrementi si sono mantenuti intorno all’euro per pieno, in Calabria la fiammata dei prezzi è stata doppia”, denuncia ancora la Confail Faisa.
La preoccupazione maggiore riguarda il settore del trasporto pubblico locale e la tenuta delle aziende che operano sul territorio. “Con il passare dei mesi la situazione sta peggiorando e continuerà a peggiorare anche sulle tasche dei lavoratori e di tante famiglie”, si legge nella nota.
Il caro carburante viene inoltre inserito in un quadro più ampio di aumento generalizzato del costo della vita. “L’aumento del carburante purtroppo non è l’unica nota negativa – prosegue il sindacato – perché vi sono stati rincari triplicati nelle forniture di luce e gas e anche sul prezzo dei beni di prima necessità”.
Nel passaggio conclusivo la Confail Faisa torna a chiedere interventi immediati e concreti da parte delle istituzioni nazionali e regionali. “Il cosiddetto sconto sulle accise deve avere un impatto reale e positivo per la popolazione. Non si può parlare di riduzione del caro carburante quando il prezzo continua a salire a dismisura”.
Da qui l’appello rivolto al Governo, al ministero dei Trasporti e alla Regione Calabria affinché vengano adottate misure urgenti per sostenere famiglie, lavoratori e aziende del settore. “Servono soluzioni imminenti – conclude la nota – per salvaguardare l’economia delle famiglie calabresi, tutelare le aziende di trasporto e il trasporto pubblico locale regionale ed evitare il collasso dell’intera popolazione”.
