Torino, donna trovata morta nel letto: fermato l’ex compagno per femminicidio

Torino, donna trovata morta nel letto: fermato l’ex compagno per femminicidio

di Umberto Zollo | Torino – La Polizia ha fermato il 5 agosto l’ex compagno della donna trovata senza vita in via Paisiello. L’uomo è accusato di femminicidio, maltrattamenti aggravati e occultamento del cadavere.

Aveva lasciato l’ex compagno e si era trasferita con il figlio minorenne in un appartamento di via Paisiello, a Torino, per iniziare una nuova fase della propria vita. In quella casa, la sera del 20 luglio, la donna nata nel 1990 è stata trovata morta, nascosta nel contenitore del letto matrimoniale.

A poco più di due settimane dal ritrovamento, la Polizia di Stato ha fermato l’ex compagno, un cittadino romeno nato nel 1981. Il provvedimento è stato eseguito il 5 agosto 2026 su disposizione della Procura di Torino. Le accuse contestate sono femminicidio, maltrattamenti aggravati e occultamento di cadavere.

Secondo la ricostruzione investigativa, il delitto sarebbe avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 luglio. Da quella data la donna non aveva più avuto contatti con amici e conoscenti e non era stata vista da nessuno.

Il silenzio aveva insospettito un amico, che il 20 luglio aveva deciso di recarsi presso l’abitazione. Le chiavi gli erano state consegnate dal proprietario dell’immobile. Appena entrato, l’uomo aveva percepito un forte odore ed era uscito per chiedere l’intervento della Polizia.

Il corpo era stato rinvenuto avvolto in un lenzuolo, all’interno del vano del letto. Gli accertamenti medico-legali hanno rilevato un grave politraumatismo cranico e una violenta compressione della bocca e del collo. La morte sarebbe riconducibile a asfissia meccanica e risalirebbe a circa dieci giorni prima della scoperta.

Gli agenti avevano rintracciato l’ex compagno già nella serata del 20 luglio, nella sua abitazione nel quartiere Barriera di Milano, insieme al figlio minorenne. L’uomo aveva negato un proprio coinvolgimento, ma alcune contraddizioni emerse durante i primi colloqui hanno indirizzato gli approfondimenti investigativi.

Per oltre due settimane gli uomini della Squadra Mobile hanno ascoltato testimoni, analizzato le comunicazioni telefoniche e acquisito le immagini delle telecamere presenti nei pressi dell’abitazione. L’obiettivo era ricostruire gli ultimi spostamenti della donna e verificare i rapporti mantenuti con l’ex compagno dopo la separazione.

Il possibile movente individuato dagli investigatori sarebbe legato alla mancata accettazione della rottura. Secondo le testimonianze raccolte, l’uomo avrebbe tentato di mantenere un controllo costante sulla donna nonostante la relazione fosse terminata da mesi.

Gli elementi acquisiti hanno determinato la Procura a disporre il fermo, eseguito nella mattinata del 5 agosto nell’abitazione dell’uomo a Torino.

@immagine di repertorio