
E’ uscito dal carcere per la prima volta dopo dieci anni ed è stato per otto ore con la mamma. Giovanni Antonio Rasero, l’ex broker genovese accusato di avere ucciso nel marzo 2010 a Genova il piccolo Alessandro Mathas di otto mesi, ha ottenuto il permesso premio dal tribunale di Sorveglianza perché in 10 anni ha avuto una “regolare condotta penitenziaria” e non c’è “pericolo di fuga o di ricaduta nel reato”. Rasero, assistito dagli avvocati Cristiano Mancuso e Claudio Velasco, nel carcere di Marassi ha iniziato a studiare e ha partecipato al laboratorio teatrale. Inoltre lavora all’interno della struttura penitenziaria.
Non solo. Ci sarebbe stato un percorso di revisione critica, seppure parziale, di quanto accaduto. “Ha superato il senso di rabbia e frustrazione per il fatto di essere stato riconosciuto come unico colpevole – scrivono i giudici – focalizzando l’attenzione non tanto sul mero gesto materiale” ma ha ammesso “di avere perso lucidità e di non avere compreso come la situazione di quella notte fosse inadeguata e pericolosa per un minore”. “Finalmente è stato riconosciuto il comportamento esemplare – sottolinea l’avvocato Mancuso – di un detenuto modello. Si è goduto una giornata con i suoi cari e ha potuto riprendere contatto con la libertà dopo un periodo interminabile di carcerazione”.
L’ex broker era stato condannato in primo grado a Genova a 26 anni e poi assolto in secondo grado. La Cassazione aveva disposto l’annullamento dell’assoluzione e la celebrazione di un nuovo processo a Milano, dove i giudici lo avevano condannato a 26 anni. Il piccolo Alessandro, figlio di Katerina Mathas, all’epoca compagna occasionale del broker, venne ucciso di notte dentro l’appartamento, nel quartiere di Nervi, affittato dall’uomo. Secondo l’accusa, Rasero uccise il bimbo dopo una notte passata a consumare cocaina con la donna. I due erano finiti in carcere, poi Mathas era stata rilasciata. La sua posizione era stata stralciata ed era stata condannata in via definitiva a quattro anni per abbandono di minore con morte conseguente.
