
di Umberto Zollo | Torino – Fermato un furgone con circa 260 chili di tabacco nascosto sotto vecchi arredi. Gli accertamenti hanno portato a un laboratorio ad Alba, dove sono stati trovati altri 65 chili e macchinari per il confezionamento.
Un quarantenne di origini marocchine è stato arrestato dalla Guardia di Finanza dopo il sequestro di oltre 325 chilogrammi di tabacco da narghilè privo delle indicazioni previste a tutela del consumatore e del contrassegno dei Monopoli di Stato. L’operazione, resa nota l’11 agosto, è partita da un controllo a Torino e ha portato fino ad Alba, dove è stato individuato un locale attrezzato per la produzione e il confezionamento del prodotto.
Tutto ha avuto inizio durante i servizi di controllo economico del territorio svolti da una pattuglia del 2° Nucleo Operativo Metropolitano Torino. I finanzieri hanno fermato un furgone nel quartiere Borgo Nuovo e, durante l’ispezione del mezzo, hanno scoperto circa 260 chili di tabacco nascosti sotto vecchi arredi e tappezzeria.
Gli accertamenti successivi hanno quindi condotto i militari fino ad Alba, in provincia di Cuneo, dove all’interno di un appartamento è stato individuato quello che viene descritto come un vero e proprio opificio per la lavorazione del tabacco da narghilè.
La perquisizione ha permesso di recuperare altri 65 chilogrammi di prodotto, già confezionato e ritenuto destinato ai circoli privati del capoluogo piemontese, i cosiddetti shisha bar. Nel locale sono stati trovati anche diversi macchinari utilizzabili nelle varie fasi della produzione, tra cui impastatrici e apparecchiature per il confezionamento.
Oltre alle attrezzature, i finanzieri hanno sequestrato consistenti quantitativi di materie prime: aromi, tabacco grezzo e taniche di glicerina alimentare, componente impiegato nella preparazione del tabacco destinato al narghilè. Il materiale rinvenuto ha portato al sequestro dell’intera catena di produzione individuata nell’appartamento.
Il prodotto sequestrato era privo sia delle indicazioni obbligatorie a tutela del consumatore sia del contrassegno previsto per i prodotti sottoposti ad accisa. Secondo la quantificazione effettuata nel corso dell’intervento, la vendita del tabacco avrebbe potuto generare un profitto illecito superiore a 40 mila euro, con un’evasione dell’accisa calcolata in circa 23 mila euro.
Al termine delle operazioni il quarantenne è stato arrestato e portato nella casa circondariale Lo Russo e Cutugno di Torino. Le contestazioni riguardano il contrabbando di tabacchi lavorati esteri, la vendita di prodotti industriali con marchi contraffatti e la ricettazione.
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