Salone Auto Torino 2026, via alla terza edizione: oltre 40 anteprime nel cuore della città

Salone Auto Torino 2026, via alla terza edizione: oltre 40 anteprime nel cuore della città

di Umberto Zollo | Torino – Inaugurata l’11 settembre la terza edizione del Salone Auto: tre giorni a ingresso gratuito tra oltre 40 anteprime, più di 200 modelli, test drive, auto storiche e omaggi al design italiano.

Il passato dell’automobile torinese incontra il suo futuro tra Piazza Castello e i Musei Reali. Con il taglio del nastro dell’11 settembre ha preso ufficialmente il via la terza edizione del Salone Auto Torino, in programma fino a domenica 13 settembre con ingresso gratuito dalle 9 alle 19.

L’edizione 2026 porta nel centro della città oltre 40 anteprime, più di 200 modelli, test drive e una serie di esposizioni dedicate alla memoria del design e dell’industria automobilistica italiana. Una formula che trasforma vie, piazze e giardini storici in un salone diffuso, tra Piazza Castello, Piazzetta Reale, Corte d’Onore e Musei Reali.

11 settembre 2026 – Salone Auto Torino 2026 – Una parte dell’esposizione Ferrari nei Giardini dei Musei Reali, tra vetture da competizione e modelli che raccontano la storia e l’evoluzione del Cavallino Rampante. © Umberto Zollo

Alla componente espositiva si affianca però un tema che ha attraversato molti degli interventi durante l’inaugurazione: quale ruolo può avere Torino nell’automobile del futuro?

Il presidente Andrea Levy ha aperto la manifestazione richiamando l’esperienza iniziata dieci anni fa al Parco del Valentino.

“Sono davvero emozionato perché è un’edizione davvero ricca. Noi abbiamo portato questo modello di salone diffuso all’aperto dieci anni fa, sempre qui a Torino, al Parco del Valentino, e questo è il naturale proseguimento.”

Una formula che oggi porta le vetture direttamente nel tessuto urbano.

“È una grandissima festa: passeggiando per la città vedrete tutte queste meraviglie. Ringrazio le Case automobilistiche per aver portato un livello molto alto di autovetture, perché abbiamo 40 anteprime, alcune viste per la prima volta, quindi anteprime mondiali.”

Il Salone arriva in una fase particolarmente delicata per il settore automotive europeo e per Torino. È su questo scenario che si è concentrato il sindaco Stefano Lo Russo, spostando l’attenzione dalle vetture esposte alla filiera che le rende possibili.

“Venendo qui in questi giorni vedremo l’automobile, ma dietro l’automobile quanto lavoro, quanta fatica, tanta tecnologia, tanta ricerca scientifica, studio sui materiali, studio sulle emissioni e sulle propulsioni.”

Torino, secondo il sindaco, conserva caratteristiche che possono pesare nella trasformazione in corso.

“I punti di forza che abbiamo sono straordinari e tra i punti di forza abbiamo la capacità ingegneristica, meccanica, elettronica e meccatronica. Un territorio con tradizione manifatturiera ormai centenaria, ricerca scientifica, ricerca avanzata, grandi capacità e competenza tecnica.”

In questa prospettiva l’automobile non rappresenta soltanto una parte della storia industriale cittadina.

“Per noi l’auto diventa laboratorio di futuro e quindi un fattore attrattivo di competenze per tante parti d’Italia e del mondo.”

11 settembre 2026 – Salone Auto Torino 2026 – Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo interviene durante la cerimonia inaugurale accanto ad Andrea Levy, presidente del Salone Auto Torino. © Umberto Zollo

Il riferimento è anche al sistema della formazione torinese, dal Politecnico all’Università, passando per gli istituti tecnici, e alla capacità della città di attrarre studenti e competenze dall’estero.

La stessa prospettiva industriale emerge nelle parole dell’assessore regionale Andrea Tronzano, che ha utilizzato il ricordo di Sergio Pininfarina per richiamare le responsabilità della politica verso il comparto.

“Dobbiamo essere all’altezza del compito che ci hanno affidato. E questo compito è quello di fare in modo che l’industria europea dell’auto continui ad esistere.”

Tronzano si è soffermato anche sul futuro di Mirafiori e sul rapporto con Stellantis.

“Noi abbiamo fiducia in Stellantis, abbiamo fiducia come istituzione regionale in Antonio Filosa. Mirafiori non è uno stabilimento alla deriva, abbiamo dei segnali anche positivi.”

Parole che arrivano in un’edizione del Salone nella quale la storia industriale non rappresenta soltanto una cornice celebrativa, ma diventa una chiave per discutere il futuro produttivo del territorio.

11 settembre 2026 – Salone Auto Torino 2026 – Un momento della cerimonia inaugurale con rappresentanti istituzionali e protagonisti del settore automotive sul palco della manifestazione. © Umberto Zollo

Proprio il rapporto tra creatività e industria è al centro dell’omaggio organizzato per i cento anni dalla nascita di Sergio Pininfarina. Una selezione di Ferrari disegnate da Pininfarina riporta nel cuore di Torino alcune delle forme che hanno segnato la storia internazionale dell’automobile italiana.

11 settembre 2026 – Salone Auto Torino 2026 – La famiglia Pininfarina, con il nipote di Sergio Pininfarina, posa accanto alla Ferrari F40 esposta ai Musei Reali nell’ambito dell’omaggio dedicato al grande designer torinese. © Umberto Zollo

Lucia Morselli ha riassunto il rapporto tra progetto e produzione ricordando la collaborazione con Maranello.

“Sergio le ha pensate, la Ferrari le ha fatte. Sono due cose che insieme devono andare: non basta sognare, ci vuole qualcuno che i sogni li realizzi.”

Da quella eredità parte anche la strategia indicata per il futuro dell’azienda.

“Pininfarina vogliamo che diventi e continui ad essere un costruttore, non soltanto un disegnatore: vogliamo costruire automobili.”

Morselli ha indicato nella manifattura di alta gamma uno dei terreni su cui proseguire.

“Si può fare, perché l’eccellenza non chiude mai. E noi facciamo eccellenza in un settore che non chiude mai: il settore del super lusso, delle collezioni, delle opere d’arte.”

A fare da scenario a una parte dell’esposizione sono i Musei Reali, dove l’automobile entra in dialogo con un patrimonio di natura completamente diversa.

La direttrice Paola D’Agostino ha sottolineato proprio questa contaminazione.

“Siamo felicissimi di ospitare anche quest’anno il Salone dell’Auto nella cornice unica dei Musei Reali, e ancora più felici quest’anno di avere un’esposizione dedicata all’ingegno, alla capacità progettuale di Sergio Pininfarina.”

Richiamando la definizione di una vettura Pininfarina come «scultura in movimento», D’Agostino ha evidenziato il legame tra progetto industriale e forma artistica.

“Qui di arte ce n’è tanta e soltanto una macchina del tempo come i Musei Reali può raccontare l’eccellenza, l’impatto e l’innovazione non solo italiana, ma specifiche di Torino e del Piemonte.”

L’obiettivo, durante il fine settimana, sarà anche far dialogare pubblici diversi.

“Speriamo che ci sia un’osmosi, perché chi viene a vedere l’arte dei Musei Reali venga a vedere l’arte dell’automobile e viceversa.”

Il percorso del Salone permette così di passare dalle otto vetture ultracentenarie del MAUTO alle nuove automobili delle Case presenti, dalle celebrazioni per i 120 anni di Lancia alle tecnologie che stanno cambiando motori, propulsioni e abitacoli.

11 settembre 2026 – Salone Auto Torino 2026 – Una delle vetture Italdesign in esposizione nei Giardini dei Musei Reali, lungo il percorso che riunisce modelli contemporanei, concept e automobili legate alla storia del design. © Umberto Zollo

A completare il programma ci sono i tributi dedicati a Marcello Gandini, Ferrari e London to Brighton, i test drive gratuiti e il Torino Automotive Design Award, che porta al Teatro Regio il confronto sul design delle Case automobilistiche cinesi.

La terza edizione si apre dunque come una manifestazione per appassionati e visitatori, ma racconta contemporaneamente qualcosa di più ampio: una città che continua a interrogarsi sul proprio rapporto con l’automobile, cercando di trasformare una storia industriale lunga più di un secolo in competenze e opportunità per il futuro.