Rapine con coltelli e spray al Sambuy e al Valentino: quattro arresti della Polizia a Torino

Rapine con coltelli e spray al Sambuy e al Valentino: quattro arresti della Polizia a Torino

di Umberto Zollo

Hanno agito in gruppo, sorprendendo le vittime in strada e colpendole con modalità particolarmente violente per strappare loro collane d’oro. Si è conclusa nei giorni scorsi a Torino un’indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti dei componenti di una banda ritenuta responsabile di tre rapine avvenute tra il centro cittadino e alcune aree della movida, con quattro persone arrestate.

L’operazione è stata condotta dal personale della Sezione “Falchi” della Squadra Mobile di Torino. In particolare, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino nei confronti di due cittadini di nazionalità egiziana, ritenuti responsabili, a vario titolo, di una serie di rapine commesse nel capoluogo piemontese. Un terzo provvedimento è stato notificato a un altro cittadino egiziano, indicato dagli investigatori come il leader del gruppo, già detenuto in carcere per fatti analoghi.

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, gli episodi contestati sarebbero tre. Due rapine sarebbero state commesse all’interno del giardino Sambuy, mentre una terza nei pressi del Parco del Valentino. In tutti i casi, gli investigatori hanno evidenziato un modus operandi particolarmente aggressivo: le vittime venivano avvicinate all’improvviso, minacciate con coltelli e colpite con spray urticante, utilizzato per limitarne la capacità di reazione e consentire ai rapinatori di impossessarsi delle collane d’oro prima della fuga.

L’inchiesta ha consentito di ricostruire non solo i singoli episodi, ma anche la composizione del gruppo e i ruoli attribuiti ai partecipanti. Un lavoro ritenuto decisivo dagli inquirenti è stato quello svolto sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza, sui riconoscimenti fotografici e su una costante attività di riscontro sul territorio, elementi che hanno permesso di stringere progressivamente il cerchio attorno ai presunti responsabili.

Nel corso degli accertamenti è inoltre emerso che alcuni dei giovani indagati sarebbero stati particolarmente attivi sui social network, dove avrebbero mostrato atteggiamenti di sfida e di esibizione delle proprie presunte azioni criminali. Un aspetto che, secondo gli investigatori, ha contribuito a delineare il profilo del gruppo e il clima di allarme sociale provocato dalle aggressioni, soprattutto in zone molto frequentate della città.

L’operazione rappresenta il punto di arrivo di un’attività investigativa più ampia che, in una fase precedente, aveva già portato all’esecuzione di ulteriori custodie cautelari nei confronti di altri giovani individuati come componenti del gruppo. Con gli ultimi provvedimenti, la Polizia ritiene di aver ricostruito il quadro complessivo delle responsabilità legate a una serie di azioni predatorie che, negli ultimi mesi, avevano alimentato paura tra residenti e frequentatori del centro torinese.

Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva. Gli elementi raccolti dagli investigatori, tuttavia, sono stati ritenuti dall’autorità giudiziaria sufficienti a configurare gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei destinatari delle misure restrittive. Un passaggio che segna, sul piano investigativo, una risposta rilevante a episodi che avevano colpito luoghi simbolici della vita pubblica torinese.

@foto di repertorio

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