Un’inchiesta scioccante ha rivelato un presunto sistema di furti e ricettazione all’interno dei servizi funebri e cimiteriali del Comune di Milano. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati sei persone, tra dipendenti ed ex dipendenti comunali, accusate di aver sottratto ori e oggetti preziosi direttamente dalle salme.
L’episodio più macabro contestato dagli inquirenti riguarda la sottrazione, in un caso, persino dell’arcata dentaria di una donna deceduta in un incidente stradale, presumibilmente per recuperare eventuali elementi in oro.
Il “Business” sui Defunti: Dai Cadaveri alle Abitazioni
Gli indagati fanno parte dell’Area servizi funebri e cimiteriali del Comune di Milano e le loro attività illecite non si sarebbero limitate alle camere mortuarie.
L’inchiesta, coordinata dai magistrati Bruna Albertini e Antonio Cristillo, è partita lo scorso anno (2024) in seguito alla denuncia di un familiare di un defunto. Il congiunto aveva segnalato al Comune che dalla salma di un loro caro erano spariti alcuni preziosi.
Da quella segnalazione, la Polizia Locale, attraverso la Squadra interventi speciali del Radiomobile, ha ricostruito almeno sei episodi di furto, avvenuti principalmente in due contesti:
- Nelle camere mortuarie dell’obitorio di piazzale Gorini.
- In alcune abitazioni private dei defunti, dove gli indagati avrebbero avuto accesso per motivi di servizio.
Ricevute di Compro Oro e Dimissioni
Le perquisizioni nelle scorse settimane nelle abitazioni dei sei sospettati, tra Milano e Lodi, hanno portato al sequestro di telefoni e computer. Inoltre, gli accertamenti hanno permesso di rinvenire ricevute di compro oro intestate agli indagati, con date compatibili con i furti denunciati.
Due dei sei dipendenti coinvolti si sarebbero dimessi nei mesi scorsi, mentre gli altri quattro risultano tuttora in servizio presso il Comune. Gli investigatori ipotizzano che i furti possano essere ben più numerosi di quelli finora accertati, e risalenti anche a un periodo precedente alla prima segnalazione.
L’Amministrazione comunale ha immediatamente espresso la sua completa collaborazione con la Procura e la Polizia Locale per fare piena luce sulla vicenda che getta un’ombra inquietante sull’etica e la moralità di alcuni dipendenti pubblici. Le indagini proseguono con l’analisi del materiale sequestrato per ricostruire l’esatta portata del fenomeno.
